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 AUSTRALIA POTENZA ENERGETICA MONDIALE G8 OBSOLETO
 
L’ Australia ha la massiccia occasione di diventare una superpotenza energetica.
Sono le dichiarazioni fatte ieri da John Howard nella riunione tenutasi a Sydney del Comitato per lo Sviluppo Economico presentando i piani governativi per l’uranio, petrolio,carbone ed energia solare per quanto riguarda produzione ed esportazione.
Da una parte enormi ricchezze del sottosuolo e tecnologiche, dall’altra per l’ Australia si prospetta la scarsità idrica. L’approccio entusiasta alle risorse energetiche disponibili deve confrontarsi con le concessioni per la gestione delle risorse idriche, il riciclaggio dei rifiuti e il problema dell’acqua che assedia le città. Sia esponenti del governo che leader dell’opposizione laburista sulla questione dell’acqua in questi giorni si sono presentati con progetti diversi. Howard ha rilanciato da parte sua partendo da presupposti da cui l’Australia emerge come una potenza mondiale energetica.
“ La fame dell’uomo per l’energia e di tutto ciò che questo comporta, influirà profondamente sulle geopolitiche di questo secolo, forse anche molto di più che nel secolo scorso” ha detto il premier agli intervenuti toccando in pieno, energia ed inquinamento, gli argomenti nell’agenda dei G8 che contemporaneamente si teneva a San Pietroburgo.
“ La preoccupazione per la sicurezza energetica stanno assumendo oggi il significato strategico che una volta era riservato alla sicurezza territoriale. L’ Australia può e, dovrebbe fornire alle economie mondiali energia a basso costo. Come un efficiente e affidabile fornitore, l’Australia ha una massiccia opportunità di aumentare la sua parte negli scambi energetici mondiali. Attraverso adeguate politiche abbiamo la possibilità di assumere il ruolo di superpotenza energetica”.
Queste le parole più significative dell’intervento del premier che ha sottolineato il fatto di avere dichiarato nel marzo scorso che la questione dell’acqua è una delle cinque sfide con cui l’Australia deve cimentarsi e il suo ruolo nell’accordo equivalente a 18 miliardi di euro concluso con la Cina.
Gli automobilisti in Australia stanno subendo le conseguenze del terrorismo internazione che ha portato alle stelle il prezzo del petrolio. Howard ha affermato che l’Australia a questo punto deve solo dare ampio spazio alla ricerca petrolifera nella propria area terrestre e marittima. “ L’ Australia è ancora relativamente inesplorata sotto questo profilo. Incoraggiare le esplorazioni ovunque sul continente e lungo le sue coste è per il governo una delle sue priorità” ha affermato Howard.
Il carbone resta una delle risorse energetiche di primaria importanza per il mondo e la ricerca tecnologica per rendere questo elemento accettabile alle esigenze ambientali è essenziale ed esportabile. Sull’accordo di Kyoto andato fallito, Howard ha commentato attribuendone la causa al fatto che i due più grandi protagonisti mondiali di emissioni ambientali nocive, Cina ed India non sono stati trattati dagli USA alla stregua di tutti gli altri e questo ha creato una distorsione sulle economie dei rispettive paesi senza dare alcun beneficio ambientale. Il leader dell’opposizione laburista Kim Beazley è anche il portavoce dei verdi australiani e come tale ha replicato ad Howard da Perth . “ L’unica cosa che Howard può fare se è serio sulla questione dei mutamenti climatici è di cominciare a ratificare il trattato di Kyoto e muoversi verso progetti realistici per ridurre l’effetto serra in Australia e introdurre un regime di misure per la riduzione della emissione di gas nocivi”.
Il problema dell’acqua è al momento il più assillante per il governo australiano. La crisi che attanaglia le città australiane deve essere eliminata. Il progetto di Howard è quello del suo ministro per le risore idriche, Malcom Turnbull, che si riserva di stabilire un prezzo di mercato per il consumo di acqua ad uso domestico, attraverso la negoziazione dei diritti per la fornitura di acqua e l’uso di tecnologie per rendere potabile acqua piovana e quella da emissioni riciclabili.
L’Australia non fa direttamente parte del G8 e questa è una delle non poche incongruenze di questo Summit. L’intervento del premier australiano in materia di potere mondiale e potere energetico ad un convegno nazionale a Sydney nei giorni dedicati in Russia al Summit dei G8 sottolinea che c’è qualche cosa ormai di molto obsoleto nella definizione di grande potenza mondiale.

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