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 RISERVE IDRICHE SICCITA' FORNITURE ALTERNATIVE
 
Riserve idriche, un grosso problema per l’Australia da risolvere con la massima urgenza ed efficienza.
Quando la diga di Warragamba a Sydney fu costruita nel 1960 doveva contenere una riserva di acqua per dieci anni per fornire ogni abitante. Da allora gli abitanti di Sydney sono raddoppiati ed oggi la capacità della riserva è scesa al 41.5%, ce ne è abbastanza solo per i prossimi 4 anni e mezzo. Più a nord le dighe che servono Brisbane sono al 28.5% della loro capacità, abbastanza per i prossimi due anni. E poi ? Lungo la costa orientale da Sydney fino su a Townswille c’e’ una catena di dighe sempre più in secca. Con il persistere del susseguirsi di stagioni asciutte su quasi tutta la parte orientale dell’Australia le autorità municipali e gli enti fornitori di acqua stanno alla disperata ricerca di fonti alternative di approvvigionamento di acqua potabile. Si danno da fare con perforazioni , pompando acque da tutti i bacini possibili, investigando sui sistemi di desalinizzazione e di riciclaggio delle acque di scarico e dove in qualche caso è ancora possibile, erigere dighe per imprigionare quel che resta delle acque di torrenti e fiumiciattoli. Fortunatamente ci sono eccezioni come quella delle cascate di Burdekin nell’entroterra del Queensland lontano da Townsville che fornisce una diga colmandola di acqua. Il Premier dello Stato del Queensland ha annunciato che si sta studiando la costruzione di un acquedotto di 1200 km dal costo equivalente a circa 5 miliardi di euro per portare l’acqua a Brisbane. Gli esperti hanno già bocciato la proposta del Premier Peter Beattie perchè già a cominciare da 200 km di lunghezza, l’acquedotto diventa eccessivamente oneroso per portarlo a termine, mentre è più economico studiare il sistema di desalinizzazione.
Le piogge sono diminuite nel sud est del Queensland sin dal 1980 e da allora non si riesce più a riempire le dighe, mentre la popolazione continua ad aumentare al ritmo di 50.000 all’anno.
Il Premier del Queensland ha anche un altro progetto, diversificare la fornitura di acqua collegando la rete idrica a dighe e sistemi di riciclaggio acque di scarico. Adesso gli abitanti di Toowoomba saranno chiamati a votare un referendum se accettare o meno la fornitura di acque riciclate.
La situazione delle acque in Australia è gestita direttamente da ciascun singolo Stato. Il Premier federale John Howard è critico nei confronti della gestione delle acque affermando che se ci fossero amministrazioni intelligenti ed adeguati investimenti nelle infrastrutture per le acque, la popolazione non avrebbe nulla da temere. Graham Dooley che è a capo della società per le acque United Utilities ed è presidente dell’Australian Council for Infrastructure Development è d’accordo sul fatto che non ci sarebbe alcun problema di fornitura di acqua se i cittadini sono disposti a pagare almeno l’equivalente di 60 centesimi di euro per tonnellata di acqua potabile o 1000 litri, fino alla porta di casa.
La questione che preoccupa i responsabile delle acque è se ci siano in vista cambiamenti climatici. L’ufficio meteorologico ha compilato mappe che evidenziano un declino costante delle precipitazioni lungo tutta la costa orientale del continente nel corso degli scorsi 30 anni. Se la pioggia cala del 10% c’e’ da calcolare che la portata dei corsi di acqua cali a sua volta del 20– 30 per cento. Ci sono stati periodi lunghi di siccità anche nel passato ma la tendenza è in aumento a causa forse dell’aumento globale di temperatura.


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