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 ECONOMIA DOLLARO EURO ITALIA O AUSTRALIA ?
 
I fondamenti dell’economia australiana sono abbastanza buoni.

Il PIL cresce ed oggi è superiore al 2,5% mantenendosi stabile,

La disoccupazione al 5% é in costante calo,

Il Deficit Commerciale(la differenza tra esportazioni ed importazioni) è inferiore al 0,5% del PIL e si sta progressivamente riducendo.

I dati sull’inflazione destano qualche preoccupazione perchè è in crescita ad oltre il 3%.

Il mercato immobiliare che molti indicatori reputano il più sopravvalutato al mondo, potrebbe dare uno scossone negativo all'intera economia australiana per un sostanziale ridimensionamento dei prezzi.

La proprietà immobiliare è il settore di investimenti e contrattazioni più importante per gli investitori e risparmiatori australiani .

L'attuale congiuntura di un dollaro australiano debole si riflette sull’importante settore immobiliare, ma non solo, si riflette anche su una contrazione dei consumi interni, beni e servizi.

La curva dei tassi sta già anticipando questo scenario, con una forma decisamente piatta con livelli molto simili per tutte le scadenze tra 5,60% e 5,65%.

L'aiuto all'economia australiana viene dall’aumento dei prezzi delle materie prime grazie alle esportazioni di carbone, metalli ferrosi, alluminio, oro, petrolio, rame, nickel, gas naturale.

Nel 2005 la valuta australiana ha avuto un andamento tutto sommato poco brillante calando in continuazione rispetto all’Euro.

Il motivo di questo andamento deludente può essere spiegato con prospettive economiche non particolarmente positive.

Negli ultimi quattro anni, a fronte di un’ascesa dei prezzi delle materie prime dell’80% il dollaro australiano e’ sceso di valore rispetto all’Euro.

Le prospettive per un investimento obbligazionario in Dollari Australiani sono contrastanti; da un lato il livello dei tassi di interesse attrae molto perché più elevato rispetto ai bond in Euro anche se potrebbe in futuro ridursi (facendo salire i prezzi dei titoli).

Il dollaro australiano inoltre si è rivalutato decisamente poco negli ultimi 12 mesi ignorando di fatto la crescita dei prezzi delle materie prime.

Gli aspetti più problematici sono legati ad un possibile calo della domanda interna e ad un calo dei tassi di interesse, che potrebbe indebolire la valuta australiana.

Nel complesso, solo se dovesse continuare la crescita dei prezzi delle materie prime l’investimento in bond in dollari australiani potrà dare rendimenti interessanti; il rischio di ritorni negativi, è comunque a parere degli esperti, abbastanza presente.

Se si segue la recente politica internazionale australiana, la crescita di esportazioni di uranio alla Cina ed all’India, il forte incremento degli investimenti in infrastrutture per esplorazione e esportazione sul continente asiatico di gas liquido di cui l’Australia si sta trovando ricca, unita all’incertezza dell’economia italiana per almeno i prossimi cinque anni in cui si stanno sperimentando misure che colpiscono pesantemente il risparmio e gli investimenti, puntare sull’Australia, sulla sua solidità economica e politica resta un traguardo al quale guardare con serio interesse. Un riparo sicuro sul quale puntare per salvare il salvabile.

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