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 Orme umane lasciate 23 mila anni fÓ in Australia
 


Sono state scoperte nel Mungo National Park in Australia delle impronte di uomini risalenti a ventitremila anni fa. Oltre 457 tracce che testimonano la presenza nel distretto dei Laghi di Willandra (Nuovo Galles del Sud) di tre grandi comunitÓ identificate dagli scienziati australiani in quelle Aboriginal Barkindji, Mutthi Mutthi e Ngiyampaa.
Le impronte sono state lasciate fra il 19mila e i 23mila anni or sono, nel corso dell'ultima Era glaciale. Fra le orme sono distinguibili quelle di un cacciatore in grado di percorrere (in base alla lunghezza del passo) trenta chilometri al giorno per seguire una preda. L'individuo era molto alto: almeno 194 centimetri, secondo gli antropologi che hanno esaminato le sue orme. Un altro cacciatore ha lasciato tracce della sua spedizione coronata da successo, trascinando sulla sabbia una preda.Nell'area vi sono anche impronte di canguro e di em¨, l'uccello senza volo simile allo struzzo, e buchi che potrebbero essere stati prodotti da lance conficcate nel terreno. Vi sono anche le orme di un uomo con una gamba sola, che copriva una certa distanza senza segno di bastone o di aiuto di altri.
Le prime impronte furono individuate due anni fa da una donna aborigena, Mary Pappin, un'anziana della locale trib¨ Mutthi Mutthi, e le altre sono state poi scoperte da un'equipe di archeologi guidata dal prof. Steve Webb della Bond University del Queensland, che ha pubblicato in internet i dati di 124 di esse, in attesa di pubblicazione sul Journal of Human Evolution (www.sciencedirect.com).
Le orme, di misura variante fra 13 e 30 cm e profonde fino a 15 mm, furono impresse in creta umida mista a sedimenti, contenente carbonato di calcio che si Ŕ poi indurito come cemento. Sono state poi ricoperte e protette nei millenni da uno strato di creta e di sabbia portata al vento. Gli scienziati le hanno datate usando una tecnica conosciuta come luminescenza otticamente stimolata della sabbia. La scoperta afferma il prof. Webb offre una visione unica della vita degli aborigeni che abitavano allora l'arido entroterra del continente.

"E' come un'istantanea di un tempo lontanissimo. Riporta in vita queste persone in una maniera che nessuna altra evidenza archeologica pu˛ fare. Si pu˛ persino vedere come il fango si infilava fra le dita dei piedi". Gli studiosi hanno potuto stimare l'altezza delle persone dalla misura del piede, e la velocitÓ dalla lunghezza dei passi. Gli scavi nella zona continuano e vi sono buone probabilitÓ di trovare altre impronte. "Abbiamo solo toccato la punta dell'iceberg nella nostra ricerca", ha detto lo studioso alla radio Abc. Webb ha anche scoperto e dissepolto di recente, a circa sei chilometri di distanza, i resti ossei di due uomini di 17 mila anni fa
 
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