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Titolo : Manuel il pizzaiolo da Asola all’Australia

 
Manuel il pizzaiolo da Asola all’Australia


Se chi rimane deve essere forte, per migliorare se stesso e il proprio paese, non è da meno chi, invece, la propria Patria la deve lasciare. E’ questo quello che è successo a Manuel Palmeri, giovane asolano trasferitosi a Manly, un sobborgo al nord di Sydney, nello Stato del Nuovo Galles del Sud in Australia.

Un salto nel vuoto quello del giovane, che il 23 settembre del 2014 ha messo in valigia pochi euro, qualche vestito ma tanti sogni, in particolare uno, grande e forte più degli altri: fare il pizzaiolo.

«Questo viaggio non è stato semplice – racconta il ragazzo – ma mi sta cambiando la vita. Lasciare amici e famiglia non è mai facile. Ma se vuoi provare a dare una svolta alla tua vita devi prendere decisioni drastiche». Da poco atterrato nel continente dei canguri, ecco infatti il primo scoglio: la lingua. «Con l’inglese ero pari a zero – continua – a scuola non gli ho mai dato grande importanza, non avrei mai pensato che un giorno avrei dovuto lasciare il mio paese, e ora me ne pento. Quando ho lasciato l’Italia avevo 3000 euro in banca, soldi che avevo accumulato negli ultimi sei mesi di lavoro. Non ho mai chiesto aiuto ai miei genitori, ho sempre cercato di cavarmela con le mie forze».

Appena arrivato, vista la situazione linguistica, ha iniziato come lavapiatti e aiuto in cucina, un lavoro che non pensava di dover fare mai ma che in quelle circostanze era diventata l’unica opzione. «Mi sono dovuto confrontare con me stesso» prosegue Manuel che ha lavorato duramente per affermarsi in un paese che non era il suo, con usanze, culture e modi di vivere completamente diversi.

«Io ho sempre amato la pizza – puntualizza – e quando il mio inglese è migliorato sono riuscito a crescere nell’ambito della ristorazione, da dove non volevo discostarmi, visto il mio sogno. Sono stato addetto alle preparazioni della cucina, avevo delle responsabilità ed ero in grado di interagire e fare ordini ai fornitori». La felicità nell’aver trovato ciò che cercava, nell’esser scappato dalla routine che tanto lo soffocava, è stata ripagata anche dal fatto che la paga settimanale australiana è nettamente diversa rispetto a una media italiana. «Dopo qualche mese ho dovuto affrontare anche io il periodo di “farm” che significa spendere tre mesi facendo lavori rurali, precisamente 88 giorni, per poter usufruire di un altro anno di visto lavorativo, prima di passare a un visto scolastico o trovare un datore di lavoro che ti sponsorizzi sotto il suo locale dandoti la possibilità di restare – prosegue il giovane ventiseienne – Io in quel periodo sono stato a Byron bay, nel nord Australia, che considero un paradiso terrestre. Ho lavorato gratis con mucche e zucchine, giorni duri, bellissimo il posto, ma il lavoro di campagna è stato veramente tosto».

Poi la svolta, l’incontro con un signore napoletano che gli ha mostrato il lavoro del figlio pizzaiolo e della moglie che cucinava ottimi piatti di pasta fresca. Con lui ha imparato come rendere felici le persone con una buona e salutare pizza leggera, un vero e proprio lavoro per il quale Manuel non aveva alcuna esperienza al di fuori di qualche video su YouTube. Partito da aiutante, attualmente, il coraggio e la voglia di fare del giovane, lo hanno portato a gestire la sezione pizza di un business che investe sulla qualità e i prodotti tipici. «Adesso per arrivare a ciò che voglio è solo questione di tempo – conclude – di ritornare in Italia non credo ci sia possibilità, questo è il posto in cui voglio rimanere a vivere. Un giorno avrò il mio furgone attrezzato e girerò per le spiagge della East Coast offrendo ciò che so fare meglio: la mia pizza».
 

Stampato il Venerdi 24 Novembre 2017 alle ore 7:23:31 PM